Mùrika, Racconti di pietra

 

Una camera per museo. 

A Modica  ne Le  case degli Avi , si trova il Museo diffuso “Mùrika, racconti di pietra” per la conservazione etnografica dell’antico abitare e per il recupero e la valorizzazione dell’identità dei luoghi

Anche a Modica, nell’ambito del progetto Si-Moutique, nasce presso le Case degli Avi, “Mùrika,racconti di pietra” un eco- museo teso alla conservazione etnografica dell’ antico abitare  e al recupero e alla valorizzazione dell’identità dei luoghi.

Già nel 1891 in Europa verrà inaugurato Skansen, su idea di Artur Hazelius,sull’isola svedese di Djurgarden, prima forma di ricostruzione di ambienti popolari per preservarne non solo l’architettura ma anche la cultura. Di queste strutture con funzioni pedagogiche –illustrative,ne sorgono successivamente in Scandinavia e in Olanda e oggi la lista è lunga: dal Lychnostatis cretese allo ZaanseSchans olandese, dal torinese PAV allo Steam inglese.

Skansen è ancora oggi un modello vincente con una proposta che Si-Moutique ha voluto fare propria, rielaborandola e promuovendola attraverso un progetto di turismo culturale ricettivo. L’intento è quello di celebrare le comunità rurali della Contea di Modica utilizzando come filo conduttore la pietra locale, e le realizzazioni tramite essa, muri, volte, pavimenti , manufatti,arredi   nonché il folkore, i tessuti , i mobili, la musica dell’epoca. Una forma di dovere sociale di preservazione e valorizzazione delle forme di cultura popolari.

Il credo dei proponenti è l’integrità tra costruito storico e il paesaggio circostante, l’esistenza di un patrimonio storico minore da preservare e valorizzare, avente come  mezzo di diffusione  la promozione turistica.

Conservare, ripristinare, restaurare e valorizzare ambienti di vita e di lavoro tradizionali, utili per tramandare le testimonianze della cultura materiale;  ricostruire le abitudini delle popolazioni locali, le relazioni con l’ambiente circostante, le tradizioni religiose, culturali e ricreative, l’utilizzo delle risorse naturali .

L’antica Casa fortificata del Consolo, oggi Case degli Avi, si vuole fare interprete del progetto in quanto conserva tracce del vissuto lontano, addirittura sui manufatti in pietra il loro recupero è totale. La tutela del borgo storico e del paesaggio circostante passa anche attraverso la memoria degli anziani che tramandano le loro ricette con i prodotti del territorio ,le abilità artigiane nel recupero di utensili per il lavoro e arredi per la casa, nelle storie che si tramandano di generazione in generazione.

E la nuova formula museale di Si-Moutique diventa pure open-air in quanto include la rigogliosa campagna modicana con Casa don Neli ,struttura ricettiva immersa fra muri a secco, carrubbi e bagolari, e lo splendido litorale ibleo con Casa AnnaMare ,a metà strada fra l’antico Ciarciolo,borgo marinaro di Marina di Modica, ed il Pisciotto ove insiste la vecchia Fornace Penna,location del serial televisivo il “Commissario Montalbano”.

L’ecomuseo diventa così uno scrigno in grado di dare asilo e di racchiudere in sé l’essenza di un luogo, non limitandosi a cogliere di un posto l’aspetto più visibile costituito dall’ambiente naturale ma andando a scandagliarne lo spirito, indagandone usi, costumi, rovistando nell’eredità del luogo, come si fa nei vecchi bauli conservati in soffitta. Una comunità ha i polmoni pieni dell’aria che la circonda ma anche nelle vene il sangue dei propri antenati e del patrimonio di tradizioni che hanno lasciato in eredità ai propri figli e ha nella testa abitudini figlie della cultura nella quale sono cresciuti immersi. Un ecomuseo è un cofanetto di meraviglie dove turismo culturale, ricettivo ed enogastronomico trovano un punto di incontro.

Non è forse una sublimazione degli intenti etnografici dei vari De Bonstetten, Hazelius e filantropi tardo romantici? Noi ci crediamo, stuzzichiamo la cultura perché sia vincente: un borgo rianimato  da camere, con un modo antico di abitare, può essere museo.

E i “guardiani” di questo museo non saranno più gli impiegati preposti al ruolo ma tutti coloro i quali negli anni  lo visiteranno , lo abiteranno e lo gusteranno, concorrendo alla rivincita di un patrimonio, materiale e immateriale, per anni dimenticato.

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